Incidenti stradali 2025: +2,2% di sinistri, 2.868 morti; Sicilia e alcune province mostrano aumenti

I dati ACI‑Istat (15 ottobre 2026) evidenziano aumenti locali di vittime e forti disparità territoriali: Catania e Sicilia tra le peggiori.

16 ottobre 2026 08:44
Incidenti stradali 2025: +2,2% di sinistri, 2.868 morti; Sicilia e alcune province mostrano aumenti -
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Il rapporto ACI‑Istat aggiornato il 15 ottobre 2026 fotografa un quadro nazionale segnato da numeri contrastanti: più incidenti ma meno decessi rispetto all'anno precedente. A livello territoriale emergono forti disparità, con alcune province che registrano incrementi significativi delle vittime, tra cui Catania.

Dati nazionali e trend

Nel 2025 in Italia sono stati rilevati 177.207 incidenti con lesioni a persone, un aumento del 2,2% rispetto al 2024. Le vittime sono state 2.868, in calo del 5,3%, mentre i feriti sono saliti a 237.822 (+1,7%). I dati mostrano quindi un aumento degli incidenti e dei feriti, accompagnato da una lieve riduzione dei decessi, una dinamica che ACI‑Istat definisce "ancora contenuta".

Confronto con il 2019 e obiettivo europeo

L'obiettivo europeo è di dimezzare entro il 2030 il numero di vittime e di feriti gravi rispetto al 2019. Rispetto a quell'anno i decessi sono scesi del 9,6%, da 3.173 a 2.868: un calo presente ma insufficiente per raggiungere la traiettoria richiesta dall'UE. A livello provinciale, 41 province su 107 hanno visto aumentare il numero dei morti rispetto al 2019, 57 lo hanno ridotto e 9 sono rimaste stabili. Setticomuni hanno già raggiunto l'obiettivo del dimezzamento: Prato, Fermo, Crotone, Vercelli, Vibo Valentia, Isernia e Siena. Gli aumenti percentuali maggiori rispetto al 2019 si registrano nelle province di Aosta, Oristano e Barletta‑Andria‑Trani.

Province e regioni: la Sicilia in testa agli incrementi

Tra le regioni la Sicilia emerge come la maglia nera rispetto al 2019, con 33 vittime in più; la sola provincia di Palermo conta +20 decessi. Nel confronto con il 2024, le diminuzioni più consistenti in valori assoluti si sono registrate nelle province di Treviso (-29), Perugia (-26) e Napoli (-20). Gli incrementi maggiori riguardano invece Torino (+17), Macerata (+14) e Catania (+10). A livello regionale, le riduzioni più ampie rispetto al 2024 si osservano in Puglia (-51), Lombardia (-36) e Umbria (-26), mentre gli aumenti maggiori riguardano Piemonte (+27), Marche (+13) e Liguria (+8).

L'aggiornamento ACI‑Istat del 15 ottobre 2026 offre una fotografia puntuale del 2025, ma solleva la necessità di monitorare gli sviluppi e di valutare interventi mirati nelle aree con peggioramenti marcati, per avvicinarsi all'obiettivo 2030.

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