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Ponte sullo Stretto: il Mit conferma 13,5 mld e il 2034, ma restano 361 prescrizioni da verificare
Ponte sullo Stretto: il Mit conferma 13,5 mld e il 2034, ma restano 361 prescrizioni da verificare
Il ministero esclude aumenti di spesa; il deputato Bonelli avverte sui rischi tecnici, procedurali e sulle compensazioni per Messina.
Il Ministero delle Infrastrutture mantiene la previsione di spesa di 13,5 miliardi e conferma l'apertura al traffico nel 2034, ma l'iter del Ponte sullo Stretto resta avvolto in dubbi tecnici e procedurali. In risposta all'interrogazione del deputato Angelo Bonelli, il sottosegretario Tullio Ferrante ha sostenuto che le prescrizioni indicate dal Consiglio superiore dei lavori pubblici non modificano le scelte progettuali e possono essere risolte senza impatti su costi e tempi, mentre i rilievi sollevati da Bonelli puntano invece sul fatto che molte verifiche essenziali devono ancora essere completate.
Il governo fa leva sul parere unanime del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che ha approvato il progetto definitivo ma ha formulato 361 prescrizioni, delle quali 166 dovrebbero essere ottemperate con esito positivo prima dell'avvio della progettazione esecutiva. Secondo il ministero le prescrizioni sono «confermative» e servono a un ulteriore affinamento del progetto; per il deputato Bonelli, invece, la sequenza procedurale rischia di lasciare aperte questioni decisive per la sicurezza e per il costo finale dell'opera.
Bonelli indica criticità tecniche concrete: sono ancora da completare studi geofisici e paleosismologici sulla faglia di Cannitello, verifiche che potrebbero imporre la ricollocazione delle fondazioni sul lato calabrese e quindi modifiche strutturali. Vengono inoltre richiamate ulteriori indagini sulla stabilità aerodinamica di torri, impalcato e cavi, sulla corretta valutazione dei carichi secondo le Norme tecniche per le costruzioni del 2018, nonché sulla percorribilità stradale e ferroviaria in condizioni di vento e deformazioni della struttura.
Il nodo procedurale al centro del confronto è questo: si può considerare definito un progetto senza aver completato approfondimenti che potrebbero cambiare dimensioni, soluzioni tecniche e costi? Bonelli mette in guardia contro il rischio che l'approvazione del Cipess e la pubblicazione della delibera consolidino uno stato di fatto favorevole al concessionario, creando un potenziale 'diritto acquisito' prima che siano note le conseguenze delle verifiche. La domanda politica è chi pagherebbe eventuali variazioni: «Chi paga? Pagano gli italiani?», ha osservato il deputato, evocando la possibilità di richieste economiche successive alla pubblica amministrazione.
Compensazioni e ricadute locali
Parallelamente al confronto nazionale, a Messina si apre il capitolo delle opere compensative e delle conseguenze concrete sul territorio. L'amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha incontrato il sindaco Federico Basile senza annunci pubblici sulle modalità di realizzazione degli interventi promessi: per Messina, Villa San Giovanni e Campo Calabro sono stati annunciati oltre 200 milioni di euro complessivi, ma non è chiaro quali opere toccheranno al capoluogo e con quali tempi.
Resta aperta la questione abitativa per le famiglie coinvolte dagli espropri: non solo l'area di Faro, ma anche la zona di Contesse dove il progetto ferroviario di Rfi prevede interventi che nel preliminare comportano la demolizione di undici edifici residenziali in più, oltre a capannoni e altre strutture. Per queste famiglie il problema non è solo l'indennizzo, ma la disponibilità di soluzioni abitative in una città già in difficoltà sul fronte casa.
I fatti emersi indicano più questioni ancora aperte: il calendario ufficiale resta confermato dal ministero, ma mancano esiti definitivi di studi che possono incidere su sicurezza, dimensionamento e costi dell'opera; sul fronte locale permangono incertezze sulle compensazioni e sulla tutela degli abitanti interessati dagli espropri. Il confronto istituzionale proseguirà nelle prossime settimane, mentre aumentano le richieste di trasparenza e di completamento degli approfondimenti prima di passi procedurali che potrebbero vincolare definitivamente progetto e risorse.