Ragusa Dietro il Sipario 2026: al Teatro Donnafugata la parola «Libertà»

Il festival Le Parole Fragili indaga la «Libertà» tra teatro, danza, poesia e progetti per giovani e famiglie.

A cura di Redazione Redazione
20 ottobre 2026 15:31
Ragusa Dietro il Sipario 2026: al Teatro Donnafugata la parola «Libertà» -
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RAGUSA IBLA, 20 ottobre 2026

La scelta del tema è stata l'incidente scatenante: restituire profondità a una parola che tutti pronunciamo ma pochi interrogano davvero. Il Teatro Donnafugata, con il festival "Ragusa Dietro il Sipario – Le Parole Fragili del nostro Tempo", riconosciuto dal Ministero della Cultura, mette al centro per il 2026 la parola Libertà come terreno di indagine e racconto.

Le direttrici artistiche, Vicky e Costanza Di Quattro, hanno spiegato che l'intento non è mettere una definizione in vetrina ma offrire una materia da attraversare. «Il teatro permette di farlo senza imporre risposte: mette in relazione storie, generazioni e punti di vista differenti», hanno detto, affidando alla scena la possibilità che il pubblico costruisca le proprie domande.

A dare il via alla rassegna, venerdì 23 ottobre, sarà "Maddalena c’est moi" di Davide Rondoni, con Iaia Forte e le musiche al violino di Danilo Rossi: una mise en espace nel Salone di Palazzo Arezzo di Donnafugata, illuminato a lume di candela, che promette un'intimità narrativa tra poesia, musica e luogo storico. È l'apertura che tesse la trama emotiva del festival: la libertà come percorso interiore e relazione con l'altro.

Il climax del cartellone si costruisce nelle settimane successive con prime nazionali e titoli che attraversano temi sociali e personali. Il 30 ottobre debutta "Franca V." di e con Aurora Miriam Scala, la storia vera di Franca Viola che rifiutò il matrimonio riparatore; seguono Gioele Dix con "Ai nostri tempi (biblici)", la danza di Roberto Zappalà in "Romeo e Giulietta", e la varietà di linguaggi di Filippo Capobianco, campione mondiale di poetry slam. Tra le date in programma spiccano numerose prime nazionali, tra cui "Soprani tutti buttani" di Costanza Di Quattro con Mario Incudine e "La libertà che resta" di Giuseppe Ferlito.

Accanto agli spettacoli adulti, il festival mantiene una forte attenzione alle nuove generazioni: prosegue il progetto "Mimesi" con il Liceo Classico Umberto I di Ragusa, che mette gli studenti in relazione diretta con attori e autori, e torna la sezione "Donnafugata dei piccoli" per bambini dai 4 ai 13 anni con spettacoli come "Pinocchio", "Cappuccetto Rosso" e "Il circo delle scelte coraggiose". La scelta evidenzia la volontà del teatro di coltivare consapevolezza culturale fin dalla giovane età.

Nel corso del festival la parola libertà passa continuamente da forma verbale a gesto scenico: la danza, la musica, la poesia e la parola drammaturgica si alternano per offrire prospettive diverse. Ogni appuntamento è pensato come un tassello di un racconto più ampio, in cui il pubblico è invitato a misurarsi con la complessità di una parola che è al tempo stesso diritto, sfida e domanda.

La programmazione non si esaurisce con dicembre: il Teatro Donnafugata prolunga l'offerta fino ad aprile 2027 con ulteriori titoli tra prosa e musica, inclusi appuntamenti come "Trovata una sega!" di Antonello Taurino, "Elogio all'imperfetto" di Costanza Di Quattro, e un concerto finale con Uto Ughi nel cortile di Palazzo Arezzo di Donnafugata. Questa estensione conferma la vocazione del teatro a uno spazio culturale stabile e continuativo sul territorio.

Sostenuto dalla Regione Sicilia, dal Comune e dalla Provincia di Ragusa, da Siae, dalla Banca Agricola Popolare di Sicilia e da sponsor privati, il festival si muove tra produzione locale e ospitalità nazionale. La rassegna coniuga impegno culturale e collaborazione istituzionale, puntando a fare del Teatro Donnafugata un luogo di confronto e ricerca.

Per informazioni, prenotazioni e abbonamenti è disponibile il numero 334.2208186; dettagli e calendario sono sul sito www.teatrodonnafugata.it. In questa edizione, la libertà non è una parola già detta ma un percorso da vivere in platea: ogni spettacolo è un invito a guardare, ascoltare e interrogare il proprio rapporto con ciò che riteniamo libero e con i confini che lo definiscono.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 20 ottobre 2026

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