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Arrestato il presunto autore della sparatoria di Librino: un 23enne finito in carcere
Arrestato il presunto autore della sparatoria di Librino: un 23enne finito in carcere
La Squadra Mobile esegue un'ordinanza per il raid del 7 settembre: ferito un 24enne, indagini con intercettazioni ricostruiscono un raid punitivo.
Arresto e contestazioni in poche parole. La Squadra Mobile di Catania ha arrestato il presunto autore della sparatoria avvenuta il 7 settembre nel quartiere Librino: si tratta di un catanese nato nel 2003, incensurato, raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura Distrettuale. L'indagato è accusato di porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo e di lesioni personali aggravate, e si trova ora nel carcere di Piazza Lanza.
Dettagli dell'accaduto
La vicenda è nata dal ferimento di un 24enne catanese, già noto per reati contro il patrimonio e in quel periodo sottoposto a detenzione domiciliare. Nella serata del 7 settembre la vittima si è presentata autonomamente al pronto soccorso dell'ospedale San Marco intorno alle 20:00, portando una ferita da arma da fuoco al piede sinistro. I sanitari hanno rilevato un foro d'ingresso in regione dorsomediale e un punto d'uscita in porzione plantare, estraendo l'ogiva con un intervento chirurgico; la prognosi comunicata è di 25 giorni.
Nel primo racconto ai medici e agli agenti, il 24enne aveva sostenuto di essere stato colpito mentre si trovava all'interno della propria abitazione, ma non aveva fornito dettagli utili né indicazioni per identificare il responsabile. I primi rilievi della polizia scientifica e delle volanti nell'appartamento non hanno inizialmente trovato riscontri evidenti alla versione fornita dal ferito.
Le successive indagini, condotte dalla terza sezione della squadra mobile dedicata ai "Reati contro la persona", hanno utilizzato sia metodi tradizionali sia l'ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali. Grazie a queste attività gli investigatori hanno ricostruito che non si è trattato di un episodio accidentale, ma di un vero e proprio raid punitivo scaturito da una controversia personale.
Secondo la ricostruzione investigativa, il 23enne si sarebbe introdotto di sera nell'abitazione della vittima, danneggiando la porta d'ingresso e facendo irruzione. Davanti ad altre persone presenti, avrebbe esploso colpi di arma da fuoco, colpendo il 24enne al piede. Gli agenti della Questura lo hanno poi rintracciato nel proprio domicilio ed eseguito l'arresto; il giovane è stato trasferito in carcere in esecuzione dell'ordinanza di custodia.
L'operazione chiude una fase istruttoria che ha portato dalla prima versione contraddittoria del ferito alle concrete evidenze investigative raccolte dalla Squadra Mobile e validate dalla Procura. Ulteriori atti processuali seguiranno l'iter giudiziario previsto, mentre le indagini rimangono aperte per chiarire eventuali responsabilità aggiuntive e contesti della vicenda.