Attacchi informatici ai frigoriferi dei supermercati in 9 Paesi Ue: Falcone porta il caso alla Commissione

Eurodeputati di Forza Italia chiedono alla Commissione Ue chiarimenti sull'origine degli attacchi e fondi per mettere in sicurezza gli impianti.

A cura di Redazione
04 novembre 2026 05:57
Attacchi informatici ai frigoriferi dei supermercati in 9 Paesi Ue: Falcone porta il caso alla Commissione -
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Nella notte tra l'1 e il 2 novembre impianti di refrigerazione dei supermercati sono stati colpiti da attacchi informatici in nove Paesi dell'Unione europea, compresa l'Italia, ha riportato l'eurodeputato Marco Falcone (Forza Italia). L'episodio, che riguarda anche alcune zone della Sicilia, è stato formalmente portato all'attenzione della Commissione europea con un'interrogazione presentata dallo stesso Falcone e sottoscritta da altri sette eurodeputati di Forza Italia.

Chi ha firmato e cosa chiede l'interrogazione. L'atto è firmato, oltre che da Marco Falcone, da Fulvio Martusciello, Salvatore De Meo, Letizia Moratti, Giusi Princi, Massimiliano Salini, Flavio Tosi e Caterina Chinnici. I firmatari chiedono alla Commissione di chiarire l'origine degli attacchi e di predisporre una risposta coordinata a livello europeo, compreso lo scenario in cui emergessero responsabilità di Stati ostili.

Richieste alla Commissione Ue

Nell'interrogazione si chiede inoltre di dettagliare quali fondi europei siano disponibili per supportare i commercianti nell'aggiornamento della sicurezza informatica, evitando di far gravare tutti i costi sulle imprese, in particolare sulle attività più piccole. I deputati sollecitano anche una valutazione delle risorse e degli strumenti finanziari necessari per risarcire gli operatori colpiti e mettere in sicurezza gli impianti di refrigerazione.

La portata e il rischio percepito. Per Falcone, la possibilità per soggetti ignoti di compromettere la conservazione degli alimenti e interrompere la distribuzione dei beni di prima necessità rappresenta una minaccia concreta per la spesa delle famiglie e la stabilità della filiera alimentare. L'episodio è citato come esempio della fragilità della catena del cibo in Europa e della necessità di una strategia comune per la sua protezione.

Elementi ancora aperti. L'interrogazione non specifica i nomi delle catene colpite né fornisce dettagli tecnici sulle modalità dell'intrusione, lasciando aperti interrogativi sull'estensione reale dei danni, sui tempi di risoluzione e su eventuali responsabilità criminali o di natura statale. Al momento non è stata riportata una risposta ufficiale della Commissione europea.

Implicazioni e possibili sviluppi

Se confermati, attacchi su infrastrutture collegate alla conservazione alimentare sollevano questioni di sicurezza nazionale, protezione delle infrastrutture critiche e competenze tecniche necessarie per contrastare minacce sempre più sofisticate. La richiesta di Falcone di coinvolgere Bruxelles punta a ottenere un quadro coordinato di difesa, finanziamento e risarcimento per gli operatori interessati.

Prossime tappe. La palla passa ora alla Commissione Ue, che dovrà chiarire l'origine degli attacchi, indicare le misure di coordinamento tra Stati membri e specificare eventuali linee di finanziamento per mettere in sicurezza gli impianti e sostenere i commercianti danneggiati. Sul piano politico resterà aperto il confronto sul ruolo delle istituzioni europee nel proteggere la filiera alimentare contro minacce informatiche transnazionali.

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