-
Naso inaugura il circuito museale: quattro sedi per la “Terrazza sulle Eolie”
Naso inaugura il circuito museale: quattro sedi per la “Terrazza sulle Eolie”
Un percorso espositivo integrato valorizza arte sacra, memoria contadina, la Pinacoteca Tano Santoro e la sala dedicata a Francesco Lo Sardo.
La cittadina di Naso, arroccata sui Nebrodi e definita la “Terrazza sulle Isole Eolie”, rafforza la propria offerta culturale con un circuito museale integrato che unisce quattro istituzioni locali. Il percorso — frutto di una sinergia tra Comune, Diocesi e realtà associative — mette a sistema il patrimonio religioso, etno-antropologico, artistico e civile del territorio, facilitando la fruizione per visitatori e studiosi.
Il circuito museale e le sedi
Al centro del progetto ci sono quattro poli espositivi distinti ma complementari. Il Museo d’Arte Sacra, ospitato nelle ipogee Catacombe del Tempio di San Cono, espone opere lignee, maioliche, paramenti liturgici, tele e preziosi arredi argentei. Tra i pezzi di maggior rilievo spicca la tavola della “Madonna con Bambino dormiente” attribuita alla cerchia di Joos van Cleve e dipinti riconducibili a Olivio Sozzi.
Il Museo Arte e Mestieri del Territorio, situato a Cagnanò a circa 6 km dal centro, conserva utensili tradizionali e immensi testimoni della vita rurale: una sezione dedicata alla falegnameria, un grande palmento in legno dei primi del Novecento, macchine da cucire d’epoca, attrezzi agricoli e laboratori pratici per la trasmissione dei mestieri.
La Pinacoteca Tano Santoro, ospitata nello storico palazzo municipale oggi Biblioteca Comunale, raccoglie la donazione dell’artista nasense Tano Santoro (nato nel 1940). L’esposizione permanente mostra tele di grande formato, incisioni e acqueforti che documentano l’evoluzione del suo realismo esistenziale e l’attenzione cromatica al paesaggio siciliano.
La Sala On. Francesco Lo Sardo, collocata nel complesso del Convento dei Frati Minori Osservanti, custodisce l’arredo dello studio legale e documenti sull’attività politica dell’avvocato Lo Sardo, primo deputato comunista eletto in Sicilia. I pannelli bio‑bibliografici ricostruiscono il suo impegno sociale, le battaglie per i contadini dei Nebrodi e la persecuzione subita dal regime fascista.
Il circuito è pensato come un itinerario unitario: dalla spiritualità barocca alle memorie contadine, dalla pittura contemporanea alla storia civile, in un percorso che mette in dialogo materiali e storie diverse.
Rete e visibilità regionale
Le quattro istituzioni nasensi sono parte della Rete Musei ANCI Sicilia, un network che oggi comprende circa 100 comuni e oltre 200 realtà espositive. A sostegno del progetto è operativo il portale musei-sicilia.it, che funge da vetrina digitale per consultare collezioni, orari e approfondimenti e permette al pubblico di intraprendere un viaggio virtuale tra i beni custoditi nei centri isolani.
Luoghi, architetture e simboli
Il Tempio di San Cono Abate (consacrato nel 1511) conserva una struttura a tre navate con una cripta barocca ricca di marmi policromi e la Cappella delle Reliquie, dove sono custodite le sacre spoglie del Santo in un’urna d’argento sorvegliata da sette chiavi. Nella Cappella del Rosario della Chiesa Madre dei Santi Filippo e Giacomo si evidenzia invece una straordinaria ricchezza simbolica firmata da Bartolomeo Travaglia, con riferimenti sapienziali talvolta accostati a percorsi esoterici come la Cappella di Rosslyn.
Il complesso dei Frati Minori Osservanti e la Chiesa di Santa Maria del Gesù, pur segnati da ricostruzioni successive ai terremoti, rimangono nodi fondamentali per la lettura storica e architettonica del borgo.
Il sindaco Gaetano Nanì ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “È un onore per noi custodire tesori preziosi che ricordano la grandezza della nostra città e ci impegnano a preservarli per le nuove generazioni”.
L’iniziativa è stata presentata attraverso i canali di ANCI Sicilia; il testo informativo è stato curato dall’addetto stampa Carla Muliello. Il circuito mira a consolidare Naso come meta di interesse culturale nei Nebrodi e a potenziare la fruizione del patrimonio locale sia in presenza sia online tramite il network regionale.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 03 novembre 2026