Sparatoria in piazza Beppe Montana: convalidato l'arresto, accuse di tentato omicidio e agevolazione mafiosa
Fermato un maggiorenne evaso: repertate due pistole e 27 bossoli, tre minorenni feriti, uno in prognosi riservata.
Piazza Beppe Montana, Trappeto Nord — Il gip ha convalidato l'arresto del maggiorenne fermato dopo la sparatoria dell'11 giugno che ha ferito tre minorenni, disponendo la custodia cautelare nel carcere di Catania Bicocca. Le accuse comprendono concorso in tentato omicidio plurimo aggravato dal metodo e dal fine di agevolazione mafiosa, oltre a detenzione illegale di arma e munizioni, resistenza a pubblico ufficiale ed evasione. Sul posto sono stati repertati 27 bossoli e recuperate due pistole.
Dettagli dell'inseguimento e del fermo
L'arresto è scattato dopo un intervento congiunto di polizia di Stato e carabinieri successivo agli spari. Una pattuglia dei carabinieri di Gravina di Catania ha intercettato in via San Paolo tre scooter con sei persone travisate e targhe occultate; alla vista dei militari i conducenti si sono dati alla fuga dando vita a un inseguimento ad alta velocità. Durante la corsa uno dei fuggitivi si è disfatto di un oggetto lanciandolo in strada; poco dopo uno scooter ha perso il controllo e il passeggero è caduto, cercando di fuggire a piedi prima di essere bloccato.
Il fermato è risultato essere un maggiorenne già sottoposto agli arresti domiciliari: secondo gli inquirenti era evaso dopo aver manomesso il braccialetto elettronico. Nel corso della perquisizione gli agenti lo hanno trovato in possesso di un passamontagna e di un giubbotto antiproiettile artigianale costruito con due libri avvolti in un lenzuolo e nascosto sotto i vestiti.
Armi, repertamenti e immagini di videosorveglianza
Nel punto in cui il fermato era stato visto liberarsi dell'oggetto, i carabinieri hanno recuperato una pistola semiautomatica rubata, calibro 9x21, con un colpo in canna e 12 cartucce nel caricatore. Durante il sopralluogo il gabinetto regionale di polizia scientifica ha repertato 27 bossoli di differenti calibri sul selciato e ha rinvenuto una seconda arma con matricola abrasa nei pressi di un campetto da calcio.
La squadra mobile, analizzando i sistemi di videosorveglianza, ha ricostruito la dinamica: le immagini mostrano un gruppo di giovani in piazza che si disperde all'arrivo di un individuo sceso da un'auto; poco dopo tre scooter con soggetti travisati rientrano in piazza e aprono il fuoco ad altezza d'uomo verso il centro dello spiazzo. Il quadro indiziario si è rafforzato con la compatibilità balistica tra i bossoli 9x21 repertati in piazza e l'arma recuperata dai carabinieri, la coincidenza temporale tra agguato e inseguimento e la corrispondenza di abbigliamento tra il fermato e le immagini delle telecamere.
Accuse e valutazione del gip
Il gip ha attribuito l'azione a uno scontro interno tra fazioni dello stesso gruppo mafioso, motivo per cui la misura cautelare è stata aggravata dal sospetto di agevolazione mafiosa. Le misure cautelari e le imputazioni contestate includono inoltre detenzione illegale di arma e munizioni, resistenza a pubblico ufficiale ed evasione per la manomissione del braccialetto elettronico.
Condizioni dei feriti
Tre minorenni sono rimasti feriti nello scontro a fuoco. Il più grave è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale Cannizzaro a causa di una lesione severa alla terza vertebra lombare. Le autorità ospedaliere hanno confermato la gravità del quadro clinico; sugli altri due feriti non sono stati forniti aggiornamenti dettagliati nelle informazioni investigative diffuse finora.
Le indagini restano in corso: la squadra mobile, i carabinieri e la polizia scientifica stanno proseguendo gli accertamenti tecnici e le verifiche sui filmati, mentre la procura approfondisce la dimensione organizzativa del gesto e i legami con il contesto mafioso locale.