-
Furto e incendio di cavi di rame nell’ex ospedale Vittorio Emanuele: arrestato 53enne
Furto e incendio di cavi di rame nell’ex ospedale Vittorio Emanuele: arrestato 53enne
A Catania un 53enne fermato mentre bruciava cavi per recuperare il rame: un complice è fuggito, arresti domiciliari in attesa di direttissima.
La Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 53 anni a Catania con l'accusa di furto aggravato dopo essere stato sorpreso all'interno dell'ex ospedale Vittorio Emanuele mentre bruciava cavi per recuperare il rame. Secondo gli accertamenti, i cavi rubati pesavano circa 7 chili; un complice è riuscito a fuggire alla vista degli agenti.
La scoperta è partita da una segnalazione: un residente della zona ha avvertito la centrale operativa dei vigili del fuoco dopo aver notato due persone intente a bruciare materiale all'interno della struttura abbandonata. La chiamata ha attivato le forze dell'ordine, che si sono recate sul posto per gli accertamenti.
Il blitz nell'ex ospedale
Gli agenti della squadra volanti della questura di Catania sono entrati nell'edificio attraverso gli ingressi di via Tindaro e via Torre del Vescovo, sorprendendo i due mentre alimentavano un fuoco acceso per rimuovere la guaina esterna da una matassa di cavi. L'azione era finalizzata a sciogliere la plastica per impossessarsi del metallo interno; alla vista della polizia, uno dei due si è dileguato sfruttando la scarsa illuminazione dell'area.
Gli ulteriori accertamenti sul posto hanno ricostruito che i cavi erano stati precedentemente sradicati da un muro e gettati a terra prima di essere dati alle fiamme. Il 53enne, con precedenti penali, è stato bloccato e arrestato per furto aggravato in concorso con ignoti; informato il pubblico ministero, è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa del giudizio per direttissima.
L'episodio evidenzia i rischi legati alla pratica di bruciare materiali plastici per recuperare metalli: oltre al danno di proprietà, l'incendio della guaina rilascia fumi tossici e può provocare incendi incontrollati, mettendo a rischio la sicurezza dell'area e la salute pubblica. Le indagini proseguono per identificare il complice fuggito e verificare eventuali responsabilità aggiuntive legate ai danneggiamenti all'edificio.