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Catania: il presidente del Consiglio Anastasi, nel 900° delle reliquie di Sant'Agata, lancia un appello per la città
Catania: il presidente del Consiglio Anastasi, nel 900° delle reliquie di Sant'Agata, lancia un appello per la città
Nel novecentesimo anniversario del ritorno delle reliquie di Sant'Agata, il presidente del Consiglio comunale chiede responsabilità civica e l'adozione del PUG.
Il presidente del Consiglio comunale di Catania, Sebastiano Anastasi, ha rivolto una lettera aperta alla città in occasione del novecentesimo anniversario del ritorno delle reliquie di Sant'Agata, con un forte invito alla responsabilità civica e alla cura del bene comune.
Secondo Anastasi, il ritorno delle reliquie da Costantinopoli dieci secoli fa segnò non solo un evento religioso ma il ritrovamento dell'identità collettiva della comunità: quel viaggio è descritto nella lettera come il "viaggio della speranza" e del coraggio di restituire alla città ciò che le appartiene.
Nei giorni dei festeggiamenti il Comune ha promosso il restauro del busto reliquiario e l'ostensione del velo e del teschio della Martire; la cerimonia, accompagnata dal gemellaggio con Gallipoli, ha richiamato migliaia di persone e momenti di commozione e preghiera, che secondo il presidente hanno riaffermato il legame tra Agata e i catanesi.
La parte centrale della lettera è un appello civico: Anastasi sollecita la città a riappropriarsi del proprio decoro e del senso civico, denunciando fenomeni come inquinamento, degrado, caos veicolare, violenza e criminalità, oltre all'indifferenza verso chi vive ai margini. Il messaggio è che la devozione religiosa non è sufficiente senza il quotidiano impegno per la collettività.
Il presidente richiama inoltre il ruolo delle istituzioni: il Consiglio comunale, gli amministratori pubblici e ogni cittadino sono chiamati a lavorare insieme per il bene comune. In particolare Anastasi indica il PUG (Piano Urbanistico Generale) come strumento fondamentale: alla città viene chiesto di affrontare la discussione e l'adozione di un piano urbanistico che segni una radicale inversione di rotta per il territorio urbano.
Nella lettera il riferimento a Sant'Agata è usato anche come monito storico: la Patrona è stata evocata nelle emergenze — terremoti, eruzioni, epidemie — e il suo ritorno fisico è interpretato come un invito a evitare nuove vittime, non solo materiali ma anche sociali (povertà, solitudine, disoccupazione, abbandono dei quartieri).
Anastasi conclude invitando la comunità a decidere insieme quale città consegnare alle prossime generazioni: una città più giusta, rispettosa della dignità di ciascuno e capace di non dimenticare i più deboli. L'appello è formulato come un impegno collettivo da assumere nel novecentesimo anniversario del ritorno delle reliquie.
La lettera è al tempo stesso memoria storica e proposta politica: pone al centro la necessità di tradurre il valore simbolico di Sant'Agata in azioni concrete per la gestione pubblica, la riqualificazione urbana e il contrasto alle disuguaglianze sociali.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 17 agosto 2026