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Messina: sei arresti domiciliari e interdizioni per un presunto sodalizio che gestiva appalti pubblici
Messina: sei arresti domiciliari e interdizioni per un presunto sodalizio che gestiva appalti pubblici
DDA di Messina esegue ordinanza cautelare: ipotesi di associazione per delinquere e frodi su più cantieri; indagine partita da una denuncia del 2021.
Nella mattinata odierna la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Messina, delegando i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, ha dato esecuzione a un'ordinanza cautelare del GIP: sono state disposte 6 misure cautelari agli arresti domiciliari e 6 interdizioni temporanee a contrarre con la Pubblica Amministrazione nei confronti di imprenditori ritenuti concorrenti esterni. Complessivamente risultano 20 indagati, di cui 16 già interrogati, per reati che includono, allo stato, la contestazione di associazione per delinquere finalizzata alla gestione esecutiva di appalti pubblici.
Dettagli dell'indagine
L'attività investigativa, avviata dalla DDA e sviluppata con intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché con approfonditi accertamenti economico-finanziari e controlli fiscali, ha ricostruito l'esistenza di una organizzazione-ombra che avrebbe assunto il controllo esecutivo di commesse aggiudicate ad imprese formali. Tra gli Enti coinvolti figurano, in prevalenza, il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS), l'Ufficio Regionale del Genio Civile - Sezione di Trapani, il Comune di Brolo e la Città Metropolitana di Reggio Calabria.
L'organizzazione, secondo gli inquirenti, operava attraverso pratiche illecite quali subappalti fittizi, noli di comodo e false fatturazioni, rimettendo il controllo operativo a un soggetto già gravato da precedente condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa riconducibile alla famiglia dei "barcellonesi".
Opere interessate
Le indagini documentano il coinvolgimento del sodalizio in più commesse pubbliche, tra cui:
- Sistemazione idraulica del canale di scolo del Torrente "Pozzo" a Brolo (ME).
- Manutenzione degli impianti elettrici e di illuminazione e delle cabine elettriche lungo le autostrade A/18 (Messina-Catania) e A/20 (Messina-Palermo).
- Manutenzione di alcuni cavalcavia lungo l'autostrada A/18.
- Pulitura e miglioramento idraulico di un tratto del fiume Belice a Partanna (TP).
- Opere per l'abbattimento dei consumi energetici del Centro Direzionale di Reggio Calabria.
Gli investigatori sostengono che l'organizzazione eludeva gli obblighi delle stazioni appaltanti con subappalti illeciti e contratti di comodo, drenando risorse pubbliche verso il circuito criminale.
Indagini tecniche e peritali hanno inoltre rilevato condotte ritenute pericolose per la sicurezza pubblica: in alcune gallerie sarebbero stati installati impianti di illuminazione non conformi al capitolato e, sui cavalcavia, sarebbero stati utilizzati impermeabilizzanti di qualità inferiore rispetto a quanto previsto dalla Direzione dei lavori. È stato anche accertato l'impiego sistematico di manodopera irregolare.
Sul versante finanziario, gli inquirenti descrivono un circuito di autoriciclaggio basato su fatture fittizie emesse da un distributore di carburante: le imprese compiacenti avrebbero effettuato bonifici tracciati per rifornimenti inesistenti; il gestore del distributore avrebbe poi restituito in contanti le somme detratta una provvigione. Il flusso finanziario fittizio contestato è di circa 377.000 euro.
Le attività investigative prendono origine da una denuncia presentata nel novembre 2021 dal legale rappresentante di un consorzio di imprese, che aveva segnalato l'anomala presenza, in un cantiere per lavori di risanamento costiero, di un imprenditore messinese di 61 anni già noto alle forze dell'ordine per legami mafiosi.
Nella fase attuale, le misure eseguite si inseriscono nel più ampio quadro delle indagini preliminari: gli indagati sono da presumersi innocenti fino a sentenza irrevocabile e le ordinanze cautelari sono soggette a impugnazione. Il procedimento, avvertono gli uffici inquirenti, proseguirà nel rispetto del contraddittorio e delle garanzie difensive, e potrà concludersi con l'accertamento dell'assenza di responsabilità degli indagati o con la conferma delle ipotesi accusatorie.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 06 agosto 2026