Sant’Agata a Catania: IX Centenario tra reliquie restaurate, pellegrinaggi e dossier UNESCO

Il sindaco Trantino sottolinea resistenza e rinascita mentre la città si prepara al 17 agosto e alla consegna della bozza del dossier UNESCO.

17 agosto 2026 07:38
Sant’Agata a Catania: IX Centenario tra reliquie restaurate, pellegrinaggi e dossier UNESCO -
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Nel primo chiarore dell'alba del 17 agosto, la processione delle reliquie è apparsa come un gesto semplice eppure denso di significato: il pellegrinaggio verso Catania, il ricollocamento del Busto restaurato e la presenza del Legato Pontificio hanno tracciato un'immagine di comunità che si raccoglie attorno a un simbolo condiviso. Questa sequenza di eventi — tra ostensioni, pellegrinaggi e restauri — è al centro delle celebrazioni per il IX Centenario del ritorno delle spoglie di Sant'Agata.

"Ci sono ricorrenze che ricordano una data e altre che raccontano l’identità di un popolo", ha detto il sindaco Filippo Trantino, collocando la ricorrenza tra le seconde. Dal richiamo a quel 1126 in cui «i soldati Goselmo e Gisliberto riportarono da Costantinopoli le spoglie della martire catanese», emerge, nelle parole del primo cittadino, una lettura della città fondata sulla resistenza e sulla rinascita.

Le celebrazioni non si limitano alla dimensione solenne: in questi mesi Sant'Agata è tornata a «percorrere la sua città» con tappe nelle parrocchie, nelle scuole, nei luoghi di fragilità e negli istituti penitenziari». Il programma include inoltre ilrestauro del Busto Reliquiario**, l'ostensione del Sacro Cranio e un gemellaggio con Gallipoli, segnali concreti di una memoria che la città intende mantenere viva.

Monsignor Barbaro Scionti ha definito il pellegrinaggio «il cammino di un popolo, senza differenze», un'immagine richiamata dal sindaco per spiegare come, davanti ad Agata, «vengono meno distanze e appartenenze, rimane una comunità».

L'Arcivescovo Luigi Renna ha richiamato la parola custodia, concetto rilanciato dal sindaco nella veste civica: custodire «non significa conservare il passato, ma renderlo capace di generare futuro». Per l'amministrazione comunale la ricorrenza è dunque anche un'occasione per trasferire alle generazioni future una identità storica trasformata in forza civile, culturale e spirituale.

Sul piano istituzionale il IX Centenario si intreccia con un percorso di politica culturale: il 17 agosto è prevista la consegna della bozza del dossier da parte del Comitato Scientifico al Comitato Promotore della proposta di candidatura UNESCO. Come ha chiarito il sindaco, l'obiettivo non è «un titolo da aggiungere al nome della città», ma «assumerci fino in fondo il dovere di salvaguardare un patrimonio vivo», cioè le pratiche rituali, la partecipazione popolare e il valore comunitario della festa.

Il dossier UNESCO rappresenta una tappa formale nel tentativo di riconoscimento internazionale: resta però aperta la domanda su tempistiche, criteri valutativi e impatto reale sulla gestione quotidiana della festa. Nei prossimi mesi sarà possibile misurare se la candidatura tradurrà in risorse e interventi di tutela concreti o resterà principalmente un gesto simbolico.

Tra memoria, devozione e politica culturale, il IX Centenario evidenzia una scommessa civica: trasformare la ricorrenza in un'occasione per rafforzare la coesione sociale e per promuovere pratiche di tutela condivisa. Novecento anni dopo il trasporto delle reliquie, Catania sembra voler confermare che certe commemorazioni servono non solo a ricordare il passato ma a definire — e a mettere in pratica — l'identità collettiva che la città intende consegnare al futuro.

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