Cantine Settesoli, prima in Sicilia la licenza per la dealcolizzazione

La cooperativa di Menfi ottiene il via libera dell'Agenzia delle Dogane per produrre vini no e low alcohol preservando il profilo organolettico.

A cura di Redazione Redazione
02 settembre 2026 09:30
Notizia verificata · Fonte: assovinisicilia.it · Vedi fonti
Cantine Settesoli, prima in Sicilia la licenza per la dealcolizzazione -
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L'incidentе scatenante è ufficiale: Cantine Settesoli ha ottenuto la licenza fiscale per la dealcolizzazione, il via libera rilasciato dall'Agenzia delle Dogane di Porto Empedocle. La cooperativa di Menfi (Agrigento) diventa così la prima realtà siciliana autorizzata a produrre bevande no e low alcohol con carattere commerciale.

La struttura tecnica è già operativa: Cantine Settesoli dispone di un impianto per l'evaporazione sottovuoto, una procedura che consente la riduzione precisa del grado alcolico mantenendo il più possibile intatto il profilo organolettico del vino. Questo approccio mira a preservare aromi e profumi originari, fattore cruciale per la valorizzazione di un prodotto che deve comunque riconoscersi nella tradizione enologica.

A monte della decisione c'è una lettura chiara del mercato: i prodotti no e low alcohol registrano una domanda in crescita, soprattutto tra le nuove generazioni più attente al consumo di alcol. Ottenere la licenza significa quindi adeguare l'offerta produttiva a una tendenza di consumo che richiede alternative meno alcoliche senza rinunciare alla qualità.

«L'innovazione, la ricerca e la sperimentazione sono da sempre asset strategici fondamentali per Cantine Settesoli» ha dichiarato il presidente Giuseppe Bursi, sottolineando che aver ottenuto per primi in Sicilia questa autorizzazione dimostra la capacità della cooperativa di leggere il presente per progettare il futuro. Nelle sue parole emerge la scelta strategica di aprire nuove vie commerciali in una fase economica complessa.

Nel climax della notizia, Bursi evidenzia anche la doppia sfida che la filiera sta affrontando: la congiuntura economica sfavorevole e il cambiamento climatico. Nonostante ciò, l'azienda segnala di avere già i primi ordini per i mercati esteri, elemento che trasforma una capacità produttiva in opportunità concreta per l'export.

Il contesto produttivo e territoriale

La portata dell'iniziativa si misura anche nei numeri: Cantine Settesoli è una cooperativa di 2.000 soci che coltiva 6.000 ettari di vigneto — circa il 7% della superficie vitata siciliana — con 35 cultivar diverse e oltre 1.000 ettari in biologico. La produzione annua si attesta intorno a 20 milioni di bottiglie, con l'export che rappresenta il 55% del fatturato e raggiunge più di 44 Paesi. Nel Distretto delle Terre Sicane, il 70% delle 5.000 famiglie è coinvolto a vario titolo nelle attività legate alla cantina.

La notizia assume quindi rilevanza oltre il singolo prodotto: la possibilità di trasformare parte della produzione in vini a bassa gradazione apre scenari per la diversificazione dell'offerta, il rafforzamento del brand Sicilia e nuove rotte commerciali per il territorio di Menfi. Sul piano occupazionale e sociale la mossa può contribuire a dare respiro a una filiera che cerca mercati stabili e innovazione.

La risoluzione pratica della vicenda passa ora dall'implementazione commerciale: Cantine Settesoli intende capitalizzare sull'impianto esistente, sviluppare gamme no/low alcohol coerenti con i vitigni autoctoni (grecanico, grillo, nero d'Avola) e internazionali (merlot, syrah, chardonnay) e consolidare i canali di export. Il rilascio della licenza da parte dell'ufficio doganale di Porto Empedocle sancisce la regolarità fiscale dell'attività e spalanca la porta a progetti che coniughino innovazione, tutela del profilo sensoriale e apertura a nuovi mercati.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 02 settembre 2026

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